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Analizzando la natura del disagio, i medici distinguono cinque ragioni principali che distruggono la nostra colonna vertebrale
Il mal di schiena non è solo un fastidio, ma una delle principali cause di disabilità nel mondo. Può manifestarsi come un lieve lamento o come un forte “dolore lancinante” che paralizza i movimenti. Le 5 cause del mal di schiena che forse non conoscevate, racconta RBC-Ucraina in riferimento al post del professore e nutrizionista Oleg Shvets su Facebook.
I cinque principali fattori che provocano il mal di schiena
Analizzando la natura del disagio, i medici identificano cinque cause principali che danneggiano la nostra colonna vertebrale.
In primo luogo, lo stress cronico e lo stato psicologico, che costringono i muscoli a essere costantemente in tensione, provocando spasmi persistenti. In secondo luogo, la mancanza di attività fisica gioca un ruolo fondamentale: senza esercizio, gli addominali e i muscoli della schiena si indeboliscono e smettono di sostenere le vertebre nella posizione corretta.
Il terzo motivo, meno evidente, è il fumo, che restringe i vasi sanguigni e peggiora la nutrizione dei dischi intervertebrali. Il quarto fattore è il peso eccessivo, che crea una pressione eccessiva e costante sulle articolazioni e sui dischi, accelerandone l’usura.
Infine, la quinta ragione è una tecnica di movimento scorretta, in particolare l’abitudine di sollevare oggetti pesanti con la forza della schiena anziché delle gambe, che porta a microtraumi ed ernie.
Quando il dolore diventa un segnale di SOS
Di solito il fastidio si attenua in poche settimane con le cure domiciliari, ma a volte il corpo lancia l’allarme. I medici avvertono: se il dolore persiste anche dopo il riposo, si estende alle gambe sotto il ginocchio o è accompagnato da intorpidimento, è un motivo per fissare un appuntamento per un controllo immediato.
Particolarmente pericolosi sono i casi in cui i problemi alla schiena iniziano improvvisamente a interessare l’intestino o la vescica. Questi sintomi possono indicare una grave compressione dei nervi, che richiede un intervento urgente.
Miti sul trattamento: sdraiarsi o muoversi?
Uno degli errori più gravi è il riposo a letto prolungato. Le ricerche dimostrano che la completa immobilità non fa che peggiorare il problema.
Gli esperti consigliano di riprendere l’attività gradualmente: una passeggiata leggera spesso funziona meglio della pomata più costosa.
Se il dolore diventa insopportabile, i medici prescrivono un trattamento complesso, dai farmaci antinfiammatori non steroidei ai metodi moderni, come l’ablazione a radiofrequenza, che permette di “spegnere” i segnali di dolore delle terminazioni nervose.
Per chi vuole evitare le visite dal chirurgo, la prevenzione rimane il gold standard.
Non è necessario fare allenamenti estenuanti, basta cambiare la posizione del corpo ogni mezz’ora e scegliere un materasso comodo. Ricordate che la colonna vertebrale non ama la staticità, quindi il movimento è la via principale per una vita senza dolori.