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Il 99% degli automobilisti non lo sa: perché il caffè addormenta i conducenti
Quando si guida per lunghi periodi di tempo, la stanchezza di solito si insinua inosservata. All’inizio di un viaggio, il conducente si sente raccolto, il viaggio è tranquillo e la mente rimane lucida. Tuttavia, gradualmente l’attenzione si disperde, lo sguardo diventa vitreo e fisso su un unico punto e la capacità di reagire rapidamente alla situazione del traffico si deteriora. È in questo momento critico che la maggior parte degli automobilisti cerca di salvarsi con una tazza di caffè, sperando in un rapido ritorno di energia.
Come il caffè influisce realmente sull’organismo
Il vero meccanismo degli effetti del caffè sull’organismo è spesso frainteso. In realtà, questa bevanda non fornisce nuove riserve di energia, ma maschera solo la stanchezza. Il principale ingrediente attivo, la caffeina, agisce come un blocco dei recettori della fatica nel cervello, mascherando temporaneamente il bisogno di riposo dell’organismo. Sebbene la sensazione di benessere appaia abbastanza rapidamente, l’effetto è di breve durata e si esaurisce solitamente dopo trenta minuti.
Perché si ha voglia di dormire dopo aver bevuto una tazza di vino?
Il meccanismo della sonnolenza dopo aver bevuto caffè ha una spiegazione del tutto scientifica, legata all’azione bifasica della bevanda sul sistema nervoso. Quando l’effetto stimolante primario della caffeina comincia a svanire, entrano in gioco altri composti chimici contenuti nel chicco di caffè. In particolare, la teobromina – una sostanza che, a differenza della caffeina, ha un pronunciato effetto calmante e rilassante sull’organismo – ha un impatto significativo.
Nel momento in cui lo scudo protettivo della caffeina scompare, il guidatore avverte improvvisamente un forte calo di forze. Il tono generale del corpo diminuisce, si manifesta una caratteristica letargia muscolare e le palpebre diventano pesanti, provocando un irresistibile desiderio di chiudere gli occhi. La cosa più insidiosa in questa situazione è che, a causa della stanchezza accumulata durante il vigore artificiale, il desiderio di addormentarsi ritorna con un’intensità molto maggiore rispetto a prima della bevuta. L’organismo, che per qualche tempo ha ignorato il proprio esaurimento, inizia a chiedere riposo a volume doppio, creando una seria minaccia per la sicurezza sulla strada.
Cereali o istantanei: qual è la differenza per l’automobilista?
Le differenze tra il caffè in grani e il caffè istantaneo non risiedono solo nel metodo di preparazione, ma anche nella composizione chimica, che influisce drasticamente sullo stato del guidatore. Una bevanda preparata con chicchi appena macinati contiene un’alta concentrazione di caffeina, che fornisce un rapido e notevole aumento dell’attenzione. Sebbene questo effetto sia temporaneo, è prevedibile e consente di concentrarsi sulla situazione del traffico per un breve periodo di tempo.
Il caffè istantaneo ha invece una struttura completamente diversa a causa della natura della lavorazione industriale. Durante il processo di produzione, gran parte della caffeina viene persa, ma i componenti rilassanti come la teobromina rimangono nella loro quasi totalità. Pertanto, dopo aver bevuto una bevanda istantanea, la fase di allerta può essere quasi impercettibile, mentre la sensazione di sonnolenza e di rilassamento arriva molto più rapidamente. Questa specificità rende il caffè istantaneo una scelta estremamente inaffidabile e persino rischiosa per chi cerca di superare la stanchezza alla guida.
Alternative affidabili per rimanere vigili
Gli esperti di sicurezza stradale affermano che nessuno stimolante artificiale può essere paragonato per efficacia al recupero naturale. Lo strumento più efficace per recuperare la concentrazione perduta è una pausa tempestiva e di qualità. Invece di cercare di ingannare il cervello con un’altra dose di caffeina, il conducente dovrebbe fare una breve sosta in un luogo sicuro.
Uscire dallo spazio ristretto dell’auto e andare all’aria aperta fa davvero miracoli: un leggero riscaldamento fisico di qualche minuto attiva la circolazione sanguigna e ossigena il cervello. Questo cambiamento di attività e di ambiente allevia istantaneamente la stanchezza visiva e fa scomparire l’effetto “visione a tunnel”. Questo riposo consapevole riduce drasticamente la probabilità di errori critici sulla strada, dando al conducente una vera e propria lucidità mentale e fiducia nel viaggio futuro.