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Uno psicologo ha spiegato quali sono i meccanismi psicologici che fanno sì che ci si innamori del potenziale piuttosto che del comportamento effettivo del proprio partner
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Alcune persone rimangono in relazioni non perché sono costantemente buone, ma perché sembrano quasi buone. Spesso non ci si rende conto del punto principale: quando ci innamoriamo di ciò che una persona può diventare, spesso ci attacchiamo a una fantasia del futuro piuttosto che alla realtà del presente. Nel suo articolo per Forbes, lo psicologo americano Mark Travers ha elencato 4 motivi per cui le persone “aspettano costantemente l’amore” rimanendo in relazioni infelici.
Secondo lo psicologo, la ricerca dimostra che l’attrazione per un comportamento potenziale piuttosto che reale è spesso modellata da meccanismi cognitivi ed emotivi prevedibili che influenzano fortemente le decisioni romantiche.
Ed ecco i motivi che ha elencato:
- Il cervello sopravvaluta il potenziale non realizzato (soprattutto in amore). I sistemi motivazionali umani sono particolarmente sensibili all’anticipazione. Inoltre, la dopamina viene spesso rilasciata in misura maggiore in previsione di una ricompensa che non quando la si riceve. Ciò significa che i futuri immaginati possono avere un impatto emotivo più forte delle esperienze reali.
- Gli atteggiamenti infantili trasformano l’instabilità in amore. La teoria dell’attaccamento ci aiuta a capire perché alcune persone sono particolarmente vulnerabili a questo scenario. Le persone con un tipo di attaccamento ansioso sono più propense a concentrarsi sui segnali di una possibile intimità piuttosto che sulla reattività stabile del partner. Quando le cure in una relazione sono inconsistenti, il sistema di attaccamento della persona ansiosa rimane costantemente attivo e la speranza diventa un modo per autoregolarsi. La convinzione che “le cose miglioreranno” rende la relazione tollerabile nel presente, anche se i bisogni non sono soddisfatti.
- Le distorsioni cognitive trasformano il potenziale in una “prova” d’amore. Esistono diverse distorsioni cognitive ben studiate che fanno sì che una persona si aggrappi a un’immagine di chi potrebbe essere il partner invece di chi è ogni giorno. Nell’insieme, queste distorsioni rendono il potenziale non un’ipotesi, ma una presunta prova.
- Il lavoro emotivo è un sostituto dell’amore. Un’altra caratteristica fondamentale di questo modello è l’assunzione di una responsabilità eccessiva per il successo della relazione. I ricercatori hanno dimostrato che le persone che si assumono l’onere di regolare le emozioni, risolvere i problemi e “sviluppare” il partner spesso provano più affetto del partner stesso. Si verifica un paradosso: più una persona si sforza di tenere in piedi una relazione, più questa gli sembra significativa. Il proprio lavoro diventa la “prova” della profondità dei sentimenti.
Travers ha sottolineato che, da un punto di vista psicologico, è il comportamento l’indicatore più affidabile della capacità relazionale. La ricerca sulle relazioni ha costantemente dimostrato che modelli coerenti di reattività, affidabilità e disponibilità emotiva sono predittori molto più accurati della soddisfazione relazionale rispetto alle intenzioni o alle parole.
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